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A SARAMAGO

LA NOSTRA PROVVISTA DI SOGNI
Com'è fragile la vita, se la si abbandona.
Così scriveva Saramago in Cecità più di quindici anni orsono, ma solo ora queste poche parole si caricano di esistenza propria, di potenza piena e frastornante, da far sanguinare orecchie e cuore, come organismi autonomi. Sì, perché cosa significa abbandonare la vita? Cosa significa la scomparsa di un Mostro Sacro come Josè - premio Nobel 1998 per le sue "parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia [attraverso le quali] ci permette ancora una volta di afferrare una realtà illusoria", considerato l'ultimo vero Comunista, nonché "uno degli ultimi titani di un genere letterario in via d'estinzione" (H. Bloom)? Cosa significa tutto questo, oggi? Forse niente.
Forse non significa niente, perché attingendo anche solo appena dalla sua vastissima produzione si può facilmente cogliere da un lato il senso di precarietà che vena gran parte delle sue opere (Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono) e dall'altro il baluginio che si intravede alla fine di esse, sparso un po' qua e un po' là (Non sarà mai perso il giorno in cui ci sarà stato concesso, almeno, un buon consiglio) - briciole che i bambini della rinomata fiaba lasciano cadere per ritrovare la via di casa. Ed è la casa uterina e molle, materna, a cui Saramago vuole ricondurci con la curiosa innocenza di chi si commuove e si stupisce per le cose più semplici e banali, le sole capaci di farci riflettere, a volte pure di farci fare i conti con noi stessi (Ecco cos'hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare). Si capisce bene, dunque, come riconoscimenti di critica e pubblico valgano così poco da poter quasi essere considerati effimeri, velleitari parlando di Saramago, il portoghese che, la vita, non l'ha mai abbandonata e, anzi, la cui forza vivifica/vitale resterà catalizzata per molto altro tempo ancora (Chi comanda non solo non si ferma davanti a ciò che noi definiamo assurdità, ma se ne serve per intorpidire le coscienze e annullare la ragione) nella sua eterna voglia di cambiamento (Arriva sempre un momento in cui non c'è altro da fare che rischiare), nella parola urlata a squarciagola contro gli ottusi e i potenti (Lottare è sempre stata, più o meno, una forma di cecità) o bisbigliata (Anche le idee sbagliate possono essere belle).
È vero, anche quest'anno abbiamo dovuto salutare qualcuno che non avremmo voluto salutare (È interessante come spendiamo tutti i giorni della nostra vita a congedarci, dicendo, e sentendoci dire a domani, e, finalmente, uno di quei giorni che per qualcuno sarà l'ultimo, o non ci sarà più colui a cui l'abbiamo detto, o non ci saremo più noi che l'abbiamo detto), ma basterà raccoglierci e piangere (Abbiamo tutti i nostri momenti di debolezza, per fortuna siamo ancora capaci di piangere, il pianto spesse volte è una salvezza, ci sono circostanze in cui moriremmo se non piangessimo) per non lasciar spazio al vuoto di questa incommensurabile perdita, e far sì che il suo pensiero non solo aleggi in tralice sui nostri capi in apnea, ma trovi una sua concretizzazione pragmatica e attuale, perché lui non ci ha mai realmente abbandonati, lasciati soli con noi stessi: La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.
Questa, la penna di Saramago, rivoluzionaria. Presente.

A STEVE JOBS : STAY HUNGRY STAY FOOLISH

Sapienziale di Giobbe

Sia maledetto il giorno in cui sono nato,
lo possegga il buio, diventi tenebra, lo
ricopra una nube caliginosa che lo nasconda
ai giorni del calendario. Sia sterile la notte
in cui dissero che era nato un maschio,
non risplenda di grida di gioia, la maledicano
quelli che inneggiano al Leviatano. Che
venga attesa la luce che non sopraggiungerà,
perché non mi chiuse le porte del seno
e non occultò questo travaglio ai miei occhi.
Perché mi vennero incontro due ginocchia
perché mammelle mi allattarono? Ora giacerei
tranquillo se così non fosse stato,
come un aborto sotterrato esisterei
là dove cessa il furore dei malvagi
e tutti i prigionieri vivono in tranquillità
senza la voce dell'aguzzino sul colo: dove lo schiavo
è libero dal suo padrone. Perché, Dio,
dai luce a chi sarà infelice, e vita a
chi si ritroverà ad anelare alla morte?
Ciò che temo mi trova,
ciò che allontano sopraggiunge.
Non ho calma né pace,
né riposo; sono un cumulo di dolore.
Quale innocente è perito
e quale assassino ha fuggito la croce? Quello
che la mia anima rifiutava di toccare
è divenuto il mio cibo quotidiano,
e strepito – strepito ancora, ma
chi mi risponde? Se cerco Dio
e imploro Shaddai perché la sventura
non nasce dal suolo né malanni producono
la terra. È dunque l'uomo
che genera sofferenza, o Tu che ti scaldi
le mani esponendole alle aurore boreali e scenderesti
all'Inferno per tenere lontano il gelo? Siamo
scintille che si alzano in volo! Eppure, 
non dovrebbe l'uomo avere un servizio sulla terra
e i suoi giorni non dovrebbero essere
come i giorni del salariato?
Come lo schiavo anela all'ombra
così Dio mi concesse il dolore
della mano di Satana
nel mio osso,
e ora mi sazio d'insonnia tormentata fino al crepuscolo
e la mia vita è un soffio che questo dolore
rende eterno. Si consumi la nube e si dilegui,
come quelli che allo Sceol scendono
e più non risalgono! Poiché quando pensavo
che avrebbe consolato il mio letto
Dio mi ha atterrito su di esso con sogni di spettri
e tormenti. Fino a quando non distoglierà lo sguardo
da me, lasciandomi libero di inghiottire la
mia saliva? Perché mi hai scelto come bersaglio? E perché
non cancelli il mio delitto, Tu che sei Onnipotente,
e non rimuovi la mia impurità? Tanto,
presto giacerò nella polvere, e tu mi cercherai
e io non sarò più:
se fossi stato tentato dal Male mi avresti dichiarato colpevole,
ma sono stato giusto e la Tua bocca mi ha condannato
per una scommessa con Satana, attraverso il braccio
di Satana; hai consegnato in mano la terra
a chi fa il male, e la faccia di coloro che la giudicano
hai coperto, mentre a me hai ricoperto di pelle
e con la carne Tu mi hai rivestito
e con ossa e tendini mi hai tessuto: ed ecco infine
quello che avevi programmato per me.
Perché continui a nascondermi la Tua faccia?
La vita dell'uomo è breve e piena d'inquietudine.
Come un fiore che spunta e avvizzisce
fugge come l’ombra e mai si ferma. Io riconosco
la Tua potenza muta e senza dimora, ma accecami
e io brancolerò, consumami e io sarò cenere. Chi
può trarre il puro dall’immondo? Dove va il mortale
dopo aver spirato? Chi potrà sentenziare quando
il giudice stesso è trascinato alla barra? Oh,
se tu volessi nascondermi nel regno dei morti!
Occultarmi  finché sia passata la tua ira, fissarmi
un termine e poi ricordarti di me! È vero,
per l’albero c’è speranza: se viene tagliato, ancora
si rinnova e i suoi germogli non cessano di crescere
ma l’uomo se muore giace inerte: sole, gli dondola
addosso la sua carne e la sua anima si lamenta. L’uomo
pone un termine alle tenebre e fruga fino all’estremo limite,
fino alle rocce del buio più fondo... ma la sapienza
da dove la trae, e il luogo dell’intelligenza dov’è?
L’uomo  non ne conosce la via, essa
non si trova sulla terra dei viventi.
L’oceano dice: Non è in me.
Il mare dice: Neppure presso di me.
Non si scambia con l’oro migliore
né per comprarla si pesa l’argento,
non si acquista con l’oro di Ofir
né con l'onice prezioso o con lo zaffiro,
non la eguagliano l’oro e il cristallo
né si permuta con vasi di oro fino.
Coralli e perle non meritano menzione: l’acquisto della sapienza
non si fa con le gemme. Da dove viene la sapienza
e il luogo dell’intelligenza dov’è? È nascosta
agli occhi di ogni vivente ed è ignota agli uccelli del cielo.
L’abisso e la morte dicono: Con le nostre orecchie
ne udimmo la fama. Dio solo ne discerne la via,
Lui solo sa dove si trovi,
perché Lui solo volge lo sguardo
fino alle estremità della terra,
arrivando a vedere tutto ciò
che è sotto la volta del cielo.
Quando diede al vento un peso e delimitò le acque con la misura,
quando stabilì una legge alla pioggia e una via al lampo tonante,
allora la vide e la misurò,
la fondò e la scrutò appieno,
e disse all’uomo: Ecco,
il timore del Signore, questo è sapienza,
evitare il male, questo è intelligenza. Ma io
che speravo il bene e ho conosciuto il male,
che aspettavo la luce e mi ha vinto il buio,
avanzo con il volto scuro, senza il conforto di un rimpianto,
e all’assemblea mi volgo per invocare aiuto: sono divenuto
fratello degli sciacalli,
la mia pelle annerita si stacca,
le mie ossa bruciano per la febbre,
la mia cetra accompagna lamenti
e il mio flauto la voce di chi piange; ora lo so,
che Tu conduci a te gli uomini con la paura della Tua ira
e a Te solo li trattieni come schiavi minacciandoli di dolore.

CORSO DI CUCINA CON L'AUTORE

Cucine d’autore, i due incontri sono ideati come una ricerca delle convergenze tra il carosello dei gesti con cui gli chef del ristorante rinnoveranno i ricettari e il flusso delle parole con cui gli scrittori invitati dissigilleranno e reinventeranno i loro testi fissati sulla carta stampata. Se tra la cadenza dei gesti e il ritmo delle parole, lo scarto si attenuerà, si manifesteranno accordi che traghetteranno i commensali–uditori in un’atmosfera gravida di risonanze carnali e mentali

S’inizia mercoledì primo di febbraio  alle ore 19,00 portando in tavola i profumi e gli effluvi emanati dalle spezie. Ospite d’onore dell’incontro inaugurale lo scrittore Gian Luca Favetto che, alle commestibili droghe del proprio orto, dedica un intero capitolo del libro " Se dico radici dico storie" , di recente apparso per i tipi dell’editore Laterza. Invero, l’esotismo in cucina può decollare appena fuori dall’uscio di casa. Cresciute spontaneamente, oppure sapientemente coltivate, le erbe, le verdure e le spezie del casalingo giardino sono il frammento a metri zero di una geografia gastronomica, che dalle vivande più semplici si distende sino alle pietanze più sofisticate e stravaganti.

 
PREPAREREMO
TRE UOVA FARCITE CON: CARDO E FONDUTA - SALSICCIA DI BRA' - E TONNATO
BAGNA CAUDA CON VERDURINE NOVELLE
RAVIOLI COL PLIN DI GUANCIA DI CODA DI ROSPO E CROCCOLO PADOVANO
PROSCIUTTO CALDO SPEZZIATO E CHUTNEY
NUVOLA DI LIME E LEMON GRAS CON MELISSA E FIORI DI GIARDINO

Seguirà mercoledì otto febbraio sempre alle 19,00 l'incontro con Massimo Carlotto, fugace gestore di un piccolo ristorante e militante transfugo di Slow Food con la motivazione “pulito ma per pochi”, sia lo scrittore più adatto per una riflessione sull’argomento “sofisticazioni del crudo”. Oltre a Max la Memoria, personaggio de L’amore del bandito (Edizioni e/o) che insensibile al proprio peso forma cura ai fornelli la sua depressiva frustrazione ideologico-politica, in "Mi fido di te" (scritto per Einaudi con la collaborazione di Francesco Abate), Carlotto ha dato vita alla figura di Gigi Vianello. Si tratta di un’infame simpatica canaglia, proprietario che, al riparo di un ristorante per facoltosi gourmet, manda avanti un business che, lubrificato dai giusti contatti con il mondo della distribuzione alimentare e dei suoi controllori, lo arricchisce attraverso lo smistamento di cibo, avariato e contraffatto, nei discount, nelle mense misericordiose e nelle trattorie, non sempre solo alla buona.

 
PREPAREREMO
MATTONELLA DI CAPESANTE E FOIE GRAS AL PORTO
TATARE DI SCAMPI CON GRANITA ALLA MELA VERDE
ZUPPETTA FREDDA DI TARTUFI DI MARE AL LEMON GRAS E CROSTINI AL TIMO
DATTERINI ARROSTITI PICCANTINI E CANOCE
TAGLIATELLE DI SEPPIA ALL'AGLIO E OLIO E PESTO ALLA MAGGIORANA
RISOTTO AL BRODO DI CROSTACEI CON CARPACCIO DI GAMBERI
TATAKI DI TONNO AL SESAMO NERO
 
In entrambe le serate ci saranno le chitarre di Francesco Boldini e Giovanni Cazzin i piatti presentati dagli chef della Ragnatela durante il corso verranno degusti dagli iscitti ai corsi

Gli incontri si svolgeranno nella sala ristorante della Ragnatela nella quale verrà allestita una cucina didattica e i corsisti comodamente seduti al tavolo potranno colloquiare con gli scrittori, assistere al corso di cucina , ascoltare della buona musica, e degustare i piatti preparati.

Costo di una serata € 30,00 o € 50,00 per chi prenota le due serate soci Slow Food € 25,00 per serata o € 40,00 per chi prenota le due serate.

Per info e prenotazioni Coop La Ragnatela  tel. 041436050 - direfaremangiare@ristorantelaragnatela.com

Breve profilo degli autori

 

Gian Luca Favetto è il portiere dell’Osvaldo
Soriano Football Club, la
Nazionale Italiana Scrittori. Ai ruoli dei giocatori di
calcio ha dedicato le poesie che appaiono In
campo da gioco
, una sezione della raccolta Mappamondi e corsari. Scrittore, critico cinematografico e
giornalista (collabora con Repubblica),
è spesso invitato alle manifestazioni di
Slow Food. L’ultima volta nell’autunno di
quest’anno, in occasione di Cheese.

Massimo Carlotto ama invece giocare
in cucina e bere Calvados. È uno dei capostipiti della letteratura Sabot e il
cibo è un tema ricorrente di molti suoi Noir nei quali descrive un Nord–Est
molto lontano dalla sfavillante cartolina che lo ritrae come un mondo abitato da
produttori con l’ansia di arricchirsi attraverso un onesto lavoro. Oltre che a
numerose riviste, saltuariamente Carlotto pubblica anche con Il Manifesto.

FONDI devoluti ad Emergency Fino al 30 giugno 2010

 

Grazie al vostro aiuto anche questo mese abbiamo potuto donare ad Emergency

un contributo che servirà a costruire la mensa del loro ospedale in Sierra Leone.

La somma raccolta e devoluta fino ad ora è di 6535,00 euro.

Grazie a tutti coloro che con amore contribuiscono.

Giorno della memoria

 

AL
SOGNO, VIA VETREGO 8, SCALTENIGO di MIRANO

CIRCOLO CULTURALE

Di là dal fiume e tra gli  alberi

 

24 GENNAIO 2012 - ORE 18.00

GIORNO
della MEMORIA

PATROCINIO DEL
COMUNE DI MIRANO

TUTTI BRAVA GENTE GLI ITALIANI?

UNA CONVERSAZIONE ATTORNO AL LIBRO

 

SHOAH. LE
COLPE DEGLI ITALIANI

CON

MARINO
RUZZENENTI 
(Fondazione
MICHELETTI, autore del libro)

VINCENZO GUANCI (Associazione CLIO '92, Dirigente
scolastico)

ERIKA LORENZON (Istituto per la Storia della
Resistenza e 
Società Contemporanea -
TV)

INTRODUCE LUIGI
MENEGUZZI

 

INIZIATIVA
PROMOSSA IN COLLABORAZIONE CON

LIBRERIA MONDADORI di MIRANO

CLIO
'92
Associazione di insegnanti e
ricercatori sulla didattica della Storia

INGRESSO  LIBERO

SEGUE CENA
FACOLTATIVA,  CON MENU LIBERAMENTE ISPIRATO ALLE

CUCINE EBRAICA E LEVANTINA

 

-
Zucchine alla menta in mantello di pasta fillo con salsa di latte e pistacchi

-
Caponata di melanzane e pomodoro infornato e sfoglia  al rosmarino

- Insalata
calda di orzo con verdure e ragout di montone

- Bue
stracotto con patate  e scalogni  in tegame

- Cannolo
croccante con noci e prugne in salsa di mele

- Acqua,
vino e caffè

IL TUTTO PER 25 €

 

INFO E
PRENOTAZIONI 
Al SOGNO: 0415770471

Oppure

041436050
ilsogno2010@gmail.com

TRATTORIA COOPERATIVA IL SOGNO Via VETREGO 8,
SCALTENIGO di MIRANO

 

LAVORA CON NOI

La cucina della Ragnatela accoglie regolarmente stagisti.
Per lavorare con noi invia alla nostra mail: direfaremangiare@ristorantelaragnatela.it
-Cognome
-Nome
-Indirizzo
-Telefono
-Email
-Curriculum
I tuoi dati saranno trattati ai sensi della legge 31/12/96 n.675 In conformità alle disposizioni previste dalla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, si informa che: I dati personali liberamente comunicatici verranno archiviati, trattati con il massimo della riservatezza e utilizzati solo per le finalità istituzionali connesse o strumentali all'attività dell'azienda.

NUOVI ORARI APERTURA RAGNATELA

INFORMIAMO I NOSTRI CLIENTI CHE A PARTIRE DA MERCOLEDI' 28 SETTEMBRE LA RAGNATELA SARA' APERTA TUTTI I GIORNI DELLA SETTIMINA SIA PER PRANZO CHE PER CENA

SOSTEGNO A FAVORE DI EMERGENCY

 

LOGO EMRGENCY

  

Da anni La Ragnatela ha scelto di sostenere l’organizzazione non governativa “Emergency”, il cui impegno, negli scenari di guerra più terrificanti, in favore di tutte le popolazioni drammaticamente colpite è di un importanza infinita, proponiamo, quindi, un’atto concreto, quale il contributo di 1 Euro (gia compreso nel prezzo), per ogni piatto di “sardee in saor” che verrà  consumato.

La donazione servirà per la realizazione della mensa dell'ospedale di emergency in Sierra Leone.   

 

GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CON NOI CONTINUANO A SOSTENERE EMERGENCY

 

Le foto della mensa in Sierra Leone

 

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