A proposito di...

A cura di: Roberto

roberto

Foto a cura di: Studio Fotografico Aldo Gabbana di Mirano (VE)  

A GINO (STRADA)

 

Gino,

non c'è niente da dire, quello che c'era l'ha detto la tua rabbia; i compagni afgani li abbiamo mandati al macello e adesso il meglio che sappiamo fare è quello di cantare l'aria dello struzzo.

 

Noi non abbiamo ritegno,siamo giunti ad un servilismo sconfinato, abbiamo ridato la dignità del paese dei partigiani allo jawohl dei gerarchi italiani, senza la benchè minima distinzione, verso gli USA: negletti!

 

Il peso dei morti ci infila nel buco dei dannati: imbelli e proditori. La stupida follia del nordest, la furbesca ignavia capitolina, la razzia contro la madre del sud; non c'è più lirica per le farfalle, ne ghiacciai per gli orsi; si ritrae la vita umana versus il salir delle acque putride, fetide come una bocca piegata senza il cenno di un sorriso.

 

Andare o restare, vivere o morire. Una domanda piena d'angoscia, senza risposta. Ti sale la febbre e scoppi: vene, cervello, cuore, anima, tutto, infinitamente tutto. Gino...

 

Il tamburino di latta

gino strada

AD ALDA MERINI

AD ALDA MERINI

 

 

Ti sei arrovellata lungo la notte 

per rischiararla di sofferta

luce umana,

alimentata, giorno dopo giorno,

dal canto libero degli ultimi.

 

 

 

 

 

 

 

AL PRESIDENTE DELLA CASTA DEGLI INDUSTRIALI

Avv. Luca Cordero di Montezemolo,

Invece di spiegare ad ogni piè sospinto, agli italiani, che cosa bisognerebbe fare per mandare avanti questo recalcitrante paese, non sarebbe meglio che spiegasse loro come mai, negli opifici di lor signori, gli operai muoiono con terrificante puntualità quotidiana?

Sinceramente disgustato

Il tamburino di latta

foto

ALZATI MIO TIBET

                                   ALZATI MIO TIBET TIBET
Sei li, ad un passo e le tocchi,
quelle cime fantastiche
che ti fanno ammutolire;
quei cieli così tersi
da farti immaginare l’infinito;
quella natura forte ed umana
da sembrare la materializzazione del sogno,
evocazione di paradiso terrestre,
che appena ritorni in me
e tocchi con le nude mani
l’urlo della terra insanguinata
ti annienta l’animo, te lo carpisce.
E te lo rinchiude nel nulla del non essere;
del non essere libero, mio Tibet
Solo di fronte alla cupidigia dei potenti
Solo come quell’uomo che la resurrezione
L’ha avuta, mentre per te non resta
                                                    Che la morte.

Il tamburino di latta

CIAO ENRICO

berlinguer

CIAO ENRICO

Nel giugno di 25 anni fa, ci salutasti

con quel sorriso incredibile, il tuo sorriso,

per andar non so dove, dove tu volevi andare

e dove ogniuno di noi vuole andare,

nell'utopia del sogno.

BERLINGUER

 

 

 

Il tamburino di latta

 

 

ELEGIA AD ANTONIO

 

 gramsci

Da una terra in mezzo al mare dentro a sè, quasi impenetrabile come le forme della lingua, fiera ed alta.

 L'idea dell'uomo che si ribella uscendo dalle membra michelangiolesche per gridare al mondo: sono io.

Il pensiero che sconvolge il fratello diventato Caino, lungo la tenebra che lo porterà alla luce della morte solo come Moby Dick, grande come lei, eterno come i bambini che giocano con gli aquiloni.

Il tamburino di latta

 

Ad Antonio Gramsci, comunista, uno di quelli che ci hanno dato la libertà e la democrazia, a settant'anni dal suo assassinio per mano fascista.

 

HASTA SIEMPRE, GINO

 

Se n'è andato, in questi giorni, Gino Donè di Sandonà diPiave,

combattente per la libertà. Antifascista, decorato a Londra con la croce di guerra

per aver salato numerosi piloti britannici ed australiani

abbattuti sulla pianura veneta durante la seconda guerra mondiale,

partecipe della spedizione del Granma cn Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara,

primo tentativo di liberazione di Cuba dalla dittatura

fascista e mafiosa di Batista.

Poi spirito libero fra le americhe e fino all'ultimo respiro.

In molti, in questo paese e non per colpa loro, non ne sanno nulla;

mentre molto, di quello che sanno, stavolta con qualche colpa,

sarebbe stato meglio non lo sapessero.

gino

Il senso del missile

Il senso del missile

In una calda e afosa sera d'estate, di un anno non ben definito, appena dentro il quarto millennio,

dopo aver visto passare, terrificante sopra le nostre teste, un missile, ma vero, di quelli veri....

from Jamaica to Berlin....the Bolt-missile, non è che ci restasse molto da fare.

Scartabellammo di qua e di la, io e la mia pussy (cat) e prendemmo "Senso", di Luchino Visconti.

Beh, tutto riprese a girare normale, quasi quel missile non fosse passato, forse incredibile, vero o non vero?

Ancora questo vero! Ma qual'è il mondo vero? Qual'è il senso del vero? 

 

 bolt-valli

IMPOSSIBILE TACERE

Basta, Israele; basta , perchè la collera di Dio si abbatterà su di tè
e non ti salveranno i soldi dei tuoi figli plutocrati sparsi in tutto il mondo.
Le tue infinite ragioni si sono assotigliate tanto da non riuscire quasi più a vederle.
Fai uscire l'umanità dal tuo cuore, sii più forte dei tuoi dolori e della tua storia
e lascia a tutti i vili che tacciono, gironzolandoti intorno, la loro vergogna.
Hai una sola scelta, esclusivamente nelle tue mani;
tuo, il passo decisivo: LA PACE
IL TAMBURINO DI LATTA

OLTRE IL MURO OLTRE

E' la paura che ti porti dentro,
perchè ti manca la libertà.
Tu non sei libero
ma prigioniero di te stesso,
dei tuoi fantasmi,
delle tue pallide ombre
ancor più insinuanti
di quand'anche fossero nere come le tenebre.
E allora dentro ci vuoi ficcare
tutti gli altri;
non un vagito di un neonato,
nè il canto di un violino,
e nemmeno lo scorrere dell'acqua
che, muta,lieve, ti assorda il malato cervello;
nessuno può valicare il muro.
Così fan tutti i tuoi amici,
che bella compagnia
e via muri, muri, muri e ancora muri,
muri globali,
lungo il Giordano, di là e di qua del Messico,
nel mare nostrum, nella terra di Ernesto
e nel celeste impero;
che bella compagnia,
dietro alle ali lorde di sangue,
ipocriti guerrieri
della croce, della mezzaluna
e del grande dio chiamato denaro,
prigionieri di voi stessi
drizzate la vostra schiena,
almeno un secondo della vita,
nulla vi è chiesto di più,
 
oltre il muro
no walls no walls
 
IL TAMBURINO DI LATTA 
 

 

PASQUA 2009

 

Canto d'amore e di speranza

Pasqua resurrezione

Abruzzo rinascita

per le persone, innanzitutto

per le cose le care cose

per un futuro di sostanza

e non di ingiustizia

dove la dignità sia una

per tutti

dove finalmente, come dice

una splendida canzone l'aquila

voli con la colomba.

PICCOLA LETTERA PER DUE

 

Enzo e Niels,

un po' in ritardo, ma con la vostra gioia ed ironia.

Dice Enzo: "mi sento come una foglia d'autunno e tira vento...."

(di Enzo Biagi)

Risponde il Barone (Liedholm): " Speriamo che non ci porti molto lontano, perchè non ho preparato la valigia"

( Mia )

Certo della vostra "somma" comprensione

Il tamburino di latta

UN UOMO E UNA DONNA E...

 

UN UOMO E UNA DONNA E.... 

Abitano nel nostro paese, in Italia, sono vivi e vegeti, in carne e ossa ma,

io lo so, hanno voluto farci un buffo scherzo, perchè, in realtà,

essi sono lassù, nel cielo, dove "qualcuno li ama",

dove tutti gioiscono con loro e la loro figlia,

e dove la bieca ipocrisia vestita di bianco e giallo, azzurro, nero e rosso annichilito

non avrà mai un lembo per curare il loro malefico male.

Il tamburino di latta